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Visualizzazione dei post da Settembre, 2011

Grazie ai miei 100 "seguaci"!

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Grazie di cuore a tutti voi 100 che visitate e seguite il mio blog, per me significa tanto, davvero!

Serie tv mon amour : 7. New Girl

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Che amo Zooey Deschanel in modo saffico e fanatico è cosa nota che ho già dichiarato in un apposito post a lei dedicato. Non perdo occasione per seguirla, sottoforma di attrice, cantante o icona di stile ed è sempre un piacere speciale vederla all'opera o anche solo sorridere o sgranare gli occhioni azzurri o indossare qualcosa di assolutamente particolare o fare delle facce buffe...
Non ho perso perciò tempo nell'iniziare a vedere la nuova serie tv targata Fox che la vede protagonista "New Girl", una novità allegra e spensierata che ci tirerà su e ci colorerà l'umore nelle fredde serate invernali dai toni grigi.
La trama della serie è molto americana e classica, la tipica sit-com con dinamiche da appartamento: Jess (Zooey appunto), giovane donna strampalata, buffa e canterina, tradita dal suo fidanzato, va ad abitare in una nuova casa in condivisione con tre ragazzi, portando con sè tutto il carico di malinconia e lacrima facile da amore appena finito.
Guardare …

Un tuffo dove il Puffo è più blu

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Un tuffo graditissimo nell'infanzia quello che ho fatto ieri vedendo al cinema I Puffi, un film davvero puffpiacevole.
I piccoli folletti blu alti tre mele o poco più sbarcano nella Grande Mela, la città gigante e multicolor che li vedrà protagonisti di avventure ed esperienze di ogni tipo: vederli oggi, dopo i classici pomeriggi di cartoni animati e bim bum bam degli anni '90, mi fa emozionare e venire una nostalgia blu!
Pensavo che la tecnica 3D e la computerizzazione grafica fossero un oltraggio alla piattezza spartana di animazione di vent'anni fa che porto nel cuore, ma devo dire che il risultato finale non mi ha infastidito affatto e che l'avventura di base che anima il film è una classica situazione Puffi vs Gargamella dall'esito ovvio ma in grado di stupire ancora magicamente come faceva all'epoca.
Campione di tenerezza e vero idolo del film è Tontolone: è lui con le sue mosse maldestre a catapultare i Puffi dentro un tunnel magico collegato a New Yor…

I Love Books: 16. Leielui

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Ho sempre invidiato Andrea De Carlo per come sa scrivere, è un maestro delle parole e delle descrizioni, uno che rende onore alla lingua italiana e la sa usare in modo sublime, magistrale, articolato, aggettivato. Ho letto i suoli libri negli anni e ho sempre pensato leggendo che è esattamente così che vorrei saper scrivere ed è esattamente così che deve essere un libro per dare piacere e benessere al lettore. Caspita che fenomeno, che talento!
Con Due di Due poi sono andata fuori di testa, ho perso la ragione, ne sono diventata schiava e seguace, ne ho trascritto interi brani su quaderni e in mente; ho amato fisicamente quel romanzo, l'ho inghiottito.
Reggere il confronto con quell'opera superba è difficile, sono troppo prevenuta a riguardo, ma devo dire che Leielui, l'ultimo romanzo di De Carlo (2010) non mi ha deluso affatto, anzi.
La storia non è affatto originale nè imprevedibile, è iperclassica, perfino banale: lei, americana trapiantata a Milano per seguire il fida…

At my most beautiful (band)

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Ho appreso ieri sera dello scioglimento dei R.E.M. e mi sono sentita mancare: è come se fossi stata abbandonata dall'amore della mia vita, mollata in un istante dopo anni di intenso e appassionato amore.
Perchè l'amore che provo per questo gruppo è grandioso, è possente, è perpetuo, ha segnato la mia vita, ha modellato la mia adolescenza, ha forgiato il mio animo di donna in divenire, ha cullato le mie giornate e ha infervorato, eccitato, esaltato il mio lato più timido e assopito. Mi ha reso più romantica, mi ha fatto innamorare di qualcuno, mi ha consolato o fornito autoironia nei momenti di sconforto, ha girato come una ruota impazzita sul mio vecchio lettore cd portatile versando nelle mie orecchie e nel mio organismo benessere sensoriale e sonoro.
Li ho visti due volte live, a Napoli e a Bologna, e mi è sembrato di raggiungere il nirvana, ho passato ore in stato di grazia e quando poi ho visto da vicino il viso di Michael Stipe, così vicino da riuscire a vedere i segni s…

Il mio parere su Carnage

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Il mio parere su Carnage - visto ieri sera dopo averlo aspettato come si aspetta un grande evento prezioso - è euforico, entusiastico, esprime la piena soddisfazione ricevuta dalla visione in rapporto alle aspettative e la gioia semplice e galvanizzante che si prova subito dopo aver visto un gran bel film.
Le prove attoriali sono sbalorditive, le mimiche e le espressioni prodigiose, i dialoghi serrati e acidi sono da antologia cinematografica, la regia di Polanski "invisibile" ma di gran classe: non manca davvero nulla a questo essenziale, irriverente, maleducato film d'autore.
Due coppie di coniugi che non si erano mai visti prima - Kate Winslet e Cristoph Waltz, Jodie Foster e John C. Reilly- si incontrano in appartamento per discutere civilmente sul litigio avvenuto tra i rispettivi figli undicenni, durante il quale uno dei due ha ferito e fatto saltare gli incisivi all'altro. Tutto parte nel migliore dei modi e con le migliori intenzioni, le cortesie e le buone …

I Love Books: 15. Il linguaggio segreto dei fiori

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Per una volta la striscia di cartoncino giallo attorno al libro che lo celebra come "caso editoriale" e come "fenomeno senza precendenti", non era gradassa nè menzognera come quasi tutto il battage pubblicitario e il passaparola mediatico sui nuovi libri: era la verità. Questo romanzo ha una magia tutta sua, un potere seducente e carezzevole, un'aura fenomenale che porta gli occhi a non volersi staccare mai dalle pagine.
Splendido, delicato, addolorato, romantico, fa venir voglia di conoscere l'affascinante mondo segreto dei fiori e il loro sconosciuto linguaggio di origine vittoriana. Fa venir voglia di amare, lottare, sperare, regalare fiori, tanti, colorati, profumati fiori carichi di senso.
La vicenda, narrata in due tempi -quello del presente e quello del passato-, vede protagonista la giovane Victoria, fioraia dalle portentose doti, cresciuta senza genitori, trascinata da una famiglia adottiva all'altra, chiusa, ribelle e arrabbiata, fino all'…

Altri due film d'amore a caso (e scusate il folle accostamento)

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Avevo bisogno di un altro po' di sano o insano sentimento cardiaco e allora mi sono sparata due cartucce filmiche, una facile e leggera, l'altra complessa e pesante, ma entrambe interessanti a loro modo.
Partiamo da quella difficile e cinefila: Jules e Jim (di Francois Truffaut, 1962), un manifesto per gli amanti di quel cinema retrò ed indie nella prospettiva contemporanea, per i cultori nostalgici della Nouvelle Vague, delle immagini patinate in bianco e nero e dell'iconografia filmica di un'epoca lontana e raffinata.
Ne avevo visto dovunque immagini, riferimenti fotografici arcinoti e citazioni struggenti ma non avevo mai pensato di vederlo davvero; ne ero incuriosita ma lo temevo come si teme un severo illustre maestro.
Devo dire che la visione non mi ha rapito più di tanto e che, a parte la bellezza intrinseca dell'incedere a tre di questi meravigliosi amici, per il resto ho trovato il film (giustamente) datato e lento, ridondante, eccessivo.
Chaterine - la pr…

3 film d'amore a caso

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Ultimamente, per una serie di mie inclinazioni in stile romantico Sturm und Drung e di situazioni sentimentali personali un po' turbolente, ho sentito il bisogno empatico di vedere film saturi di amore, che sprizzassero, più o meno banalmente, amore e complicazioni amorose da ogni singolo fotogramma, che parlassero a me di me e che mi cullassero nella dolce-amara e autocompiaciuta malinconia di una crisi romantica.
Ho trovato conforto in tre film scelti  a caso e senza alcuna aspettativa:

1) Harry ti presento Sally (di Rob Reiner, 1989), scritto dall'adorabile e brillante Nora Ephron, è un classico anni '80 che ha fatto scuola e che ha lasciato tracce e sequenze arcinote (su tutte quella storica dell'orgasmo simulato in una tavola calda da Meg Ryan) nella storia del cinema contemporaneo. Una commedia newyorkese romantica in stile Woody Allen e Blake Edwards, fatta di dialoghi brillanti, lunghe passeggiate per la città, l'immancabile periodo natalizio, le fest…

I Love Books: 14. It

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Mi sono liberata di questo libro come ci si libera di un incubo. Stavo annaspando e soffocando dentro quel cupo, tetro cuore di fogna della storia e finalmente sono riemersa e ho riempito  i polmoni di ossigeno. Che esperienza emozionante, sporca e orrorifica che è stata.
Leggere It non è come leggere un libro qualsiasi: a parte la sua mole scoraggiante (un tomo grosso e tozzo di 1300 pagine circa!), la lettura è totalizzante, inquietante, spesso stancante,- non per noia, tutt'altro, ma per la tara emotiva che getta addosso al lettore sprofondandolo nell'orrore e sfiancandolo.
La storia del pagliaccio malefico dispensa-palloncini e divora-bambini la conoscono tutti, è un'iconografia collettiva già dagli anni '90, ma forse in pochi, solo quelli che hanno letto il libro, sanno cosa c'è oltre quel personaggio circense, sanno quali sono le altre facce di It, le sue mille trasformazioni, il suo senso, la sua vera natura e allora, l'idea superficiale della storia de…