Serie tv mon amour: 25. Orange Is the New Black



Orange Is the New Black è la mia nuova ossessione, la mia galera, il mio colore preferito: ho finito ieri sera la prima stagione raggiungendo picchi di fanatismo massimo, e non vedo già l'ora di tornare tra quelle sbarre, in quella gabbia di matte straordinarie.
Aspettare la seconda stagione sarà come scontare una pena.

Questa serie (trasmessa in streaming da Netflix e ispirata al libro di memorie di Piper Kerman) ha il brio vitaminico dell'orange e la cupezza del black, è esuberante, su di giri, maleducata, volgare, ma anche triste, deprimente e asfissiante; è frivola, sboccata, a tratti demenziale, ma fa anche riflettere e commuovere.
L'ho adorata perché è estremamente viva e coraggiosa, perché è femminile ma non teme la più rude mascolinità, perché è ambientata in carcere ma è liberatoria, perché è divertente, perché i personaggi sono caratterizzati con esilarante furbizia e le attrici sono tutte delle mattatrici.

E' un micromondo dalle mille facce e dalle mille storie, un campione di esistenze più o meno andate a male da cui ci si fa intrigare e ammanettare all'istante.

La protagonista è Piper Chapman (interpretata da Taylor Schilling), aria sofisticata da bionda wasp newyorkese, un passato da lesbica e un presente da etero (il suo fidanzato Larry è Jason Biggs), una pena da scontare di 15 mesi per aver fatto da corriere della droga dieci anni prima per conto della sua fidanzata di allora Alex (Laura Prepon), anche lei detenuta nella stessa struttura carceraria.
Il suo è un personaggio grandioso, un pesce fuor d'acqua che nel processo di trasformazione a squalo gagliardo della sopravvivenza galeotta ne farà di ogni sorta e diventerà un mito, una pazza scatenata.

Non è solo lei a rendere carismatica questa serie, tutt'altro: c'è un lungo elenco di macchiette per cui lo spettatore perde la testa e ogni forma di possibile serietà. Tra le figure più inquietanti segnalo Crazy Eyes, Pennsatucky, Yoga Jones, Big Boo e il secondino baffuto Mendez; tipo così grotteschi e sopra le righe raramente si vedono in una serie tv, forse solo in Misfits e poco altro.

Tra oscenità lesbo, risse sghangherate, vendette da quattro soldi, alleanze cameratesche, giochi di potere e codici di resistenza gattabuiesca, farsi ingabbiare da questa serie è facilissimo.
I flashback sul passato delle detenute e sulla loro vita prima del carcere rendono il racconto complessivo della serie ancora più avvincente e umanamente molteplice, una continua scoperta.

Rinunciare alla propria libertà e a qualche ora d'aria per vedere davanti al pc Orange is the New Black è d'obbligo: vi assicuro che il carcere non è mai stato così esaltante.






Commenti

  1. Ho letto troppe recensioni super positive come la tua su questa serie, direi che per me è arrivata l'ora di cominciare a vedere la prima stagione!

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  2. Bellissima prima stagione, dalle mie parti ha avuto un 8 pieno, adesso sono curiosissima per la seconda stagione! :)

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    1. pure io! Poi il finale è stato pazzesco e fa aumentare ancora di più la curiosità...bastardiiiiiiiiiii, rimettetece in prigione ;)

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