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Visualizzazione dei post da Novembre, 2013

I Love Books: 61. Ragione e sentimento (più film)

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Dopo aver affrontato l'ermetismo e la poca immediatezza de L'idiota, ho sentito il bisogno psicofisico di un po' di freschezza e di conforto e ho optato per un'opera di Jane Austen.

Di questa Signora della Letteratura avevo letto solo Orgoglio e pregiudizio e Emma, ma tanto è bastato a farmi amare il suo garbo nello scrivere e quell'ironia, quella furbizia e quella capacità di sondare l'umanità e le sue mille peculiarità caratteriali con piglio leggiadro e mai appesantito, con toni sfiziosi e acuti.

Basta poco per capire che leggere Jane Austen non è una scelta come un'altra, che l'austenismo è uno stato mentale, un modo di sentire e di volersi sentire, di volersi bene e di donarsi delle piacevoli sensazioni; ha a che fare con qualcosa di simile alla felicità domestica, al tepore natalizio, all'ordine e alla serenità del pensiero. E' un tipo di lettura calmante perché bucolica, ma anche eccitante perché mondana e intessuta di strategie sociali.

I Love Books: 60. L'idiota

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Su questo libro ho dovuto raccogliere un bel po' le idee prima di passare a scrivere le mie impressioni, ho dovuto capire se mi fosse piaciuto o meno, se fosse un'opera bellissima o un'assurdità senza capo né coda.
Devo dire che anche adesso non lo so bene; sto avendo una reazione bizzarra verso L'idiota e anche durante la lettura ho percepito ciò che stavo leggendo ora come meraviglioso ora come alieno, non decidendomi mai su quale delle due percezioni fosse quella definitiva.
Vi spiego perché, o almeno ci provo.
L'idiota è diviso in 4 parti. La prima è chiara, lineare e di ottime promesse romanzesche: viene presentato il protagonista, il principe Myskin, candida figura di bontà e ingenuità che sfocia nell'idiozia, il suo ritorno in Russia dopo un lungo soggiorno terapeutico all'estero, il suo impatto più o meno avventuroso con la nobile società sanpietroburghese.  Ci sono tutti i tasselli per godere di un signor romanzo russo e di quella calda e passional…

Di Breaking Bad e della mancanza di bei film

Ultimamente sono il fantasma della blogger che ero prima, scrivo poco, una media di un post ogni due settimane, il tempo di finire di leggere un libro e di parlarne; di film c'è ben poca traccia e vi spiego perché.

Sono sempre stata una di quelle che amano alla follia andare in sala all'uscita dei film; la serata cinema è la mia comfort zone, la mia coperta di Linus da sempre.

In passato, specialmente durante gli anni della specialistica a Roma, dovevo frenarmi per non andare al cinema tutte le sere della settimana; la scelta era vasta, entusiasmante, ci voleva un'agendina per calendarizzare ogni nuova uscita e pianificare quando andarla a vedere per evitare la sovrapposizione e la bancarotta. Inghiottivo derrate di buon cinema con un fervore magnifico.

L'altro giorno riflettevo su come da un po' di mesi trovare un film decente al cinema sia una rarità, su come ultimamente non ci siano quei film must da aspettare col countdown. Qualche film grazioso di tanto in tan…