Il mio parere su Gone Girl - L'amore bugiardo


Io l'ho sempre detto che nelle coppie esteticamente e socialmente perfette si annidano le disfunzioni più malsane e le tensioni psicologiche più devastanti. C'è qualcosa nella loro bellezza, nel loro invidiabile impatto visivo, nella loro esibizione di fortuna romantica e sessuale che ti sa di disumano e di umanamente difficile da gestire.
C'è una sorta di obbligo di perfezione e di mantenimento di uno standard alto che alla lunga deve sfiancare.

L'amore è più sano quando è sbilenco, autoironico, imperfetto. Tenere insieme un idillio non deve essere affatto facile.

La coppia di Gone Girl mi è stata straordinariamente antipatica fin da subito: entrambi così belli e sexy, così armonizzati e complici, così fieri della loro unione alchemica, così insopportabilmente giusti l'uno per l'altra.
Lo sfacelo e la psicotica decomposizione della loro sublime storia matrimoniale mi hanno dato appagamento e fatto tirare un respiro di malefico sollievo.

La bellezza appassionante e tesa di questo film risiede principalmente in questa spietata costruzione e decostruzione di un matrimonio patinato, nella rivelazione graduale e sempre più disturbata del suo malfunzionamento, nel ribaltamento prospettico di ogni certezza sul suo conto.

Il punto di vista è doppio, spartito in parti uguali nelle due ore e mezza del film: lo spettatore crede a qualcosa poi a qualcos'altro, sospetta di lui e poi, improvvisamente, di lei, si crea un partito ed è costretto a cambiarlo a sorpresa.
Stancarsi di giocare con questo film e di aspettarsi tiri mancini dalla sua fitta trama è impossibile.
Il suo dualismo, la sua ambiguità destabilizzante, ne fanno qualcosa di cinematograficamente inappuntabile, una bomba dal funzionamento pressoché impeccabile che dà allo spettatore la paura adrenalinica costante dello scoppio.

I toni da noir hitchcockiano rendono il puro thriller molto più sofisticato e autoriale, gli danno un'aura più letteraria e da vecchia scuola.
Il tocco di Fincher l'ho sentito un po' meno rispetto ai suoi precedenti film cult, forse perché Gone Girl è più fruibile rispetto ad altre sue vecchie opere, ma le atmosfere vagamente surreali e psicologicamente complesse sono tipicamente sue, così come quel senso di disturbante alienazione che pervade ogni cosa.

Il bello di Gone Girl, oltre al semplice fatto che è enormemente intrigante e conturbante, è che sotto le vesti di thriller cela tutta una serie di sottotesti e offre una vasta gamma di spunti di riflessione.

La contemporanea anarchia massmediatica per esempio, quell'opinionismo virale e fuori luogo che accompagna e poi sovrasta ogni crimine e misfatto; ahimè, c'è una Barbara D'Urso priva di classe e di etica che fa la scarpetta ad ogni giallo in ogni parte del mondo. E c'è un popolo di ignoranti creduloni che ne segue le dozzinali e approssimative indagini giornalistiche anche negli States.

Lo spunto di riflessione che ho trovato più interessante e sottile è però un altro: il male che possono fare i genitori ai figli, le malformazioni psichiche che possono creare in loro, la rovina a cui possono destinarli, spesso inconsapevolmente.
I genitori di Amy, che nel film si vedono poco e sembrano docili e spaesati, sono forse la base psicologica forte del film, l'origine del male che vi regna.
La loro "amazing Amy", sublimata e ottimizzata in una fortunata serie di romanzi, è in realtà un mostro di loro creazione, ossessionato dal senso di inadeguatezza e da uno psicotico desiderio di perfezione.

Fallire in amore e nel matrimonio è inaccettabile per la meravigliosa Amy. I suoi genitori hanno sempre cancellato le sue debolezze attraverso la scrittura, ma all'ennesimo segnale di defaillance è lei che riscrive e reiventa il suo fallimento, e lo fa in maniera diabolica e iper romanzesca.

Rosamund Pike, attrice solitamente in ombra, qui è grandiosa, sposa la malattia mentale della sua Amy e riesce a rendersi inquietante. Ho avuto paura di lei come non mi capitava da tempo con un personaggio femminile (forse dai tempi di Kathy Bates in Misery non deve morire).

Ben Affleck, che io preferisco dietro e non davanti la macchina da presa per via della sua fisicità banale da attore americano medio, in questo film risulta armonico con il tutto e la sua mancanza di personalità (ai miei occhi) è perfetta per il ruolo di Nick, marito confuso, raggirato, soggiogato, masticato e risputato.

Potrei parlare per ore di tutte le altre cose a cui fa pensare Gone Girl, delle conseguenze a base di noia e paranoia di una vita senza lavoro, dei trasferimenti obbligati dalle metropoli alle province che danno sempre una percezione dolorosa  di fallimento personale, della fatica universale di far funzionare a lungo un matrimonio, del lato bugiardo di ogni storia di amore e disamore, ma non ne verrei più fuori.

Vi dico solo e con tono perentorio: guardate Gone Girl, è il film imperdibile di queste feste.


Commenti

  1. d'accordissimo.
    un grande thriller, e pure qualcosa di più e di altro.
    da non perdere!

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  2. Non vedo l'ora di vederlo e poi di leggere il libro!!Ne sento parlare troppo bene e ho alte aspettative...nonostante ci sia Affleck che, concordo con te, meglio se sta dietro la macchina da presa, la Pike invece mi piace molto!!Lo vedrò in questi giorni....

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  3. Perché se il film diventa thriller non andate a fondo sulle incongruenze macroscopiche? Ripongo a te i medesimi quesiti. Amy rimane in cinta col seme recuperato in clinica, non ha dovuto firmare nulla per il ritiro? Facilmente verificabile. La legnaia della sorella è un viavai che manco sull'autostrada all'ora di punta, tra amanti e regali imboscati, nessuno vede mai nulla? Nella casa sul lago le telecamere riprendono una quindicina di giorni di movimenti, e il resto del tempo in cui era, invece disabitata? La detective genialotta getta la spugna proprio sul più bello... bah!

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    1. aggiungo: bastava verificare gli spostamenti del presunto rapitore (carte di credito?!?), oltre le telecamere come dici te, per verificare le incongruenze delle date nel racconto di amu

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  4. Ti faccio i miei auguri di Natale e ti confesso che il post non l'ho letto perchè questo film lo vado a vedere domani, e voglio vederlo senza pregiudizi di nessun tipo! Però ti prometto che ripasso nei prossimi giorni per leggerlo e dirti cosa ne penso :-)

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  5. Eccomi come promesso: il film mi è piaciuto abbastanza, ma mi ha lasciata un po' "così". L'idea è senz'altro bella, e soprattutto nella seconda parte ti tiene veramente col fiato sospeso (la prima parte l'ho trovata un po' piatta), ma alla fine c'è stato qualcosa che non mi ha convinto. Lei è senz'altro tanto bella e brava quanto il suo personaggio è odioso, lui devo dire che anche io l'ho trovato perfetto per questo ruolo. Senz'altro è un film che ti fa rimuginare anche dopo che l'hai visto (almeno a me è successo così!).

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  6. Uh ma che bello il tuo blog :) L'ho scoperto solo ora! Ti seguo :)

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