Il mio parere su Irrational Man


Woody Allen è tornato e quest'anno (a differenza dello scorso anno) è stato un regalo di Natale deluxe: cinico, beffardo, tragicomico come piace a me.
Allen che cita Allen e che ritorna ancora sulle ossessioni-paure-visioni di Allen (e del genere umano tutto) senza per questo tediare lo spettatore alleniano e il non-alleniano.

L'adesione costante ad una weltanschauung - mi perdoneranno i critici stanchi e brontoloni - , non vuol dire sterilità creativa, ma tutt'al più bagaglio di ispirazioni solide e cerchi mai chiusi perché è umanamente impossibile chiudere certe circolarità, soprattutto quelle che transitano intorno al binomio vita-morte.
Se volete che Allen vi stupisca con qualcosa di nuovissimo e mai detto non volete davvero un film di Allen.
L'originale Allen non è originale rispetto a se stesso e alla sua poetica e, per quel che mi riguarda, è un bene enorme.

Ma veniamo a noi che il film l'abbiamo amato e non solo per fedeltà cieca e acritica al regista.

Irrational Man mi è piaciuto tanto perché ha una carica letteraria da romanzo russo che non dà tregua e che unisce la riflessione sofisticata al puro godimento narrativo.
Fa riflettere e poi avvince, filosofeggia, si dà al pensiero e allo stesso tempo narra.
Il tocco lieve del maestro newyorkese stempera la densità tipica delle opere di Dostoevskij e la tinge di sottile ironia ed è una cosa straordinaria sorridere della negatività e trovarla irresistibile, sentirsi un po' Sartre un po' Allen, rispetto al film e alla propria irrisolta esistenza.

Abe Lucas (Joaquin Phoenix), il professore universitario di Filosofia appena giunto in un ateneo di provincia, è un potente dispensatore di carisma e fascino letale, uno di quegli individui tormentati e afflitti dall'inanità ragionata dell'esistenza, dalla nausea sartriana, che portano insieme al vento del loro nichilismo sconvolgimenti e capitolazioni di vario genere.

Jill (Emma Stone), una giovane discepola che perde il senno per questo coltissimo e seducente disadattato con simpatie alcolemiche e con razionalissimi piani segreti di irrazionalità.

Le conseguenze di questa frequentazione ad alta tensione e le derive teoriche, e poi pratiche, di un soggetto del genere rendono la pellicola altamente velenosa e brillante.


Sentimento, eleganza intellettuale, giallo, ritmati bene e orientati verso un climax grottesco che ho amato.

La "banalità del male" abbinata ai gesti tragicamente totali delle creature dostoevskijane, roulette russe e fatalità, sconvolgimenti causati dalla passione e passioni improvvise per credo insensati e giustizie personali.
Su tutto il dominio sardonico del Caso (e della consueta ironia alleniana).

Io i romanzi russi li spalmerei pure sul pane, perché sono nutrienti e necessari all'inquadramento corretto e non passivo della vita; Allen li celebra e li cita, li mescola ad altre visioni e ne fa cinema squisito.

Il contrasto tra la depressione iniziale di Abe e la modalità insolita in cui si trasforma in vitalismo e ritorno al piacere è fonte di grande divertimento interiore per lo spettatore, è uno spettacolo di lucido trionfo della follia, di applicazione di teoremi inammissibili e di distruzione felicissima di ristrettezze morali.

Irrational Man è un Match Point in versione esistenzialista, un Basta che funzioni con in più la follia omicida, un Allen sartriano e dostoevskijano sulla scia di se stesso, classico ma sempre vivace.

Joaquin Phoenix non ha dovuto sforzarsi tanto per entrare nei panni eccentrici dell'irrational man Abe Lucas: il suo sguardo duro, la sua indipendenza estetica e la sua aria sfatta con stile è perfetta per il suo personaggio alienato.
Un personaggio dalla psiche e dalla fantasia autoanalitica indimenticabile.

Così come trovo sempre deliziosa la musa del momento Emma Stone, un trionfo di pelle diafana e di occhi enormi da manga, comica al punto giusto per lo stile di Allen e perfetta nelle atmosfere semiserie.


Se come me fate parte della schiera dei grandi empatici con l'Allen-pensiero, troverete Irrational Man un film amabile, intelligente, vispo, che si interroga sui massimi sistemi con un sistema umoristico nero e raffinato e che interroga lo spettatore sui paradossi dell'esistenza mettendo in scena il paradosso e dotandolo di grande fascino.

Commenti

  1. Hai creato in me grandiiiiii aspettative! Sappilo :P

    RispondiElimina
  2. Era da qualche anno che non vedevo un Allen così pazzescamente interessante. Ho trovato questo film super spassoso e sono contenta di aver ritrovato il tuo blog... sempre un piacere leggerti!

    Erika

    RispondiElimina

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