2 libri (+ 1 serie tv) per le vacanze estive


Ho letto sul web consigli di lettura e vademecum letterari per l'estate di ogni genere e di svariati livelli di fattibilità. Le liste sono spesso lunghe e prevedrebbero l'ausilio di carriole per il trasporto dei volumi suggeriti e un paio di fantasiosi mesi extra di estate e tempo libero.

Io voglio essere realista e tenere nella giusta considerazione il sacrosanto diritto all'otium estivo dopo il negotium delle tre precedenti stagioni, la soave tendenza all'inettitudine da spiaggia, al pisolino pomeridiano che ci fa sentire sbronzi al risveglio, alle passeggiate en plein air, agli affondi con la lingua nel gelato, a tutte quelle benefiche forme di accidia agostana che spesso non prevedono cultura e letteratura, non a dosi elevate almeno.

Per questo vi consiglierò solo due libri, entrambi freschi (non di uscita), positivi, facili da sintonizzare al clima esterno.

Li ho letti entrambi da poco (il primo è in realtà una rilettura, un ritorno alla mia preistoria liceale) e li ho amati completamente, anche sotto l'effetto oppiaceo della combo ombrellone-telo mare, anche a temperature che confondono l'intelletto.

Il primo è Lessico famigliare di Natalia Ginzburg (Einaudi Super ET).


Sai che novità, direte voi, e io vi dico che invece va proposto, riproposto, anche imposto perché è un dono senza tempo, un perfetto insieme di ironia, familiarità, calore domestico, esercizio di memoria; è semplicità del narrare che intrattiene dalla prima all'ultima pagina e che ci fa venire voglia di tuffarci anche nella nostra memoria, in tutti quei riti e miti di famiglia che ci appartengono e a cui apparteniamo.

Lessico famigliare è un diario minimo, una serie di ricordi semplici conditi di parole speciali, terminologie e codici linguistici della confidenza, dell'amore, seppur strambo, che circola dentro un nucleo famigliare, quello dei Levi, padre, madre e cinque figli (Natalia è la più piccola), la Torino antifascista degli anni '30 come sfondo animato.

È un libro democratico, amorevole e universale, perché è fatto della stessa sostanza di cui è fatta ogni famiglia, con tutto il suo bagaglio tragicomico di abitudini, pesantezze, leggerezze, regole, eccezioni alle regole. La famiglia come concetto ampio e la famiglia nel suo interno, vista dall'interno, con la sua natura inconsapevolmente romanzesca.
Nella mia casa paterna, quand'ero ragazzina, a tavola, se io e miei fratelli rovesciavamo il bicchiere sulla tovaglia, o lasciavamo cadere un coltello, la voce di mio padre tuonava: — Non fate malagrazie!
Se inzuppavamo il pane nella salsa, gridava: — Non leccate i patti! Non fate sbrodeghezzi! non fate potacci!
Sbrodeghezzi e potacci erano, per mio padre, anche i quadri moderni, che non poteva soffrire.
Parole che sono un richiamo all'ordine ma anche un richiamo al ricordo, una peculiarità che unisce anche quando la famiglia inizia a disperdersi e a scindere il suo nucleo.
Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all'estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c'incontriamo, possiamo essere, l'uno con l'altro, indifferenti o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase: una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire: «Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna» o «De cosa spussa l'acido solfidrico», per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, quelle parole.
Aggiungete a questo diario anche i ricordi legati al fermento culturale torinese, alla nascita della casa editrice Einaudi, a Cesare Pavese che ci lavorava insieme a Leone Ginzburg (marito di Natalia), Norberto Bobbio e altri nomi celebri, all'antifascismo e alle sue conseguenze, e avrete davanti agli occhi coperti dai vostri occhiali da sole un romanzo familiare da gustare, amare, affiancare alle vostre memorie, da cui farvi ispirare.

Il secondo consiglio è Un incantevole aprile di Elizabeth Von Arnim (Fazi editore).


Già nel titolo annuncia la sua natura: l'aggettivo incantevole si adatta al contenuto, il mese di aprile suggerisce cose dolci, natura in fiore, bagni di sole, ritmi più lenti. Il tutto caratterizzato da una meravigliosa britishness letteraria che fa venire in mente i romanzi di Jane Austen, tè e pasticcini e altre cose inglesissime.

Siamo negli anni '20 del Novecento, quattro donne inglesi stanche di qualcosa o qualcuno rispondono ad un annuncio sul Times per trascorrere tutto il mese di aprile in un castello a San Salvatore, in Liguria, all'insegna di glicini e sole.

Quattro donne, molto diverse fra loro, e un castello inondato dalla primavera che mitiga la rabbia, allevia le tensioni, concede illuminazioni.
Mrs Wilkins, insicura e ingrigita dal suo convenzionale matrimonio con un avvocato.
Mrs Arbuthnot, religiosa e infelice per un marito che fa un mestiere sconveniente ai suoi occhi.
Mrs Fisher, anziana signora rigidamente vittoriana.
Lady Caroline, ereditiera dalla bellezza straordinaria e ingombrante.

Trenta giorni di dolce vita italiana che fa dimenticare il grigiore dell'Inghilterra e quello esistenziale.

L'ho amato per le sue atmosfere deliziose che inneggiano continuamente alla bellezza, per le vibrazioni rilassanti che emana, ma soprattutto per la sua modernità: la Von Arnim è figlia dell'età vittoriana eppure scrive di donne che lasciano i mariti a casa per staccare un po' la spina, di incertezze coniugali, di libertà di ritrovarsi al di fuori del focolare domestico, di tutto ciò che esula dall'ossequioso rigore moglie-marito.
Da sola nel letto: che delizia! Erano almeno cinque anni che non dormiva senza Mellersh e le sembrava di scoprire una gioia completamente nuova. Che freschezza, che spazio, che libertà di movimento.
Sotto le mentite spoglie di una romanzo frivolo per fanciulle, troviamo un'irriverente pernacchia ad un sistema di valori che vuole mortificare la donna.

Invece le quattro donne del romanzo si vivificano, si restaurano, alla faccia di mariti, spasimanti, amici vittoriani. Sole, fiori, sorrisi ritrovati, natura che offre piccoli attimi di perfetta felicità.
La luce oltre l'ombra del pino era talmente intensa che dovettero socchiudere gli occhi, mentre il profumo degli aghi di pino caldi e dei cuscinetti di timo tra una roccia e l'altra, e a tratti l'aroma di miele emanato da un ciuffo di giaggioli al sole alle loro spalle, passava a ondate sul loro viso. Mrs Wilkins si sfilò scarpe e calze e mise i piedi nell'acqua. Dopo averla osservata per un po', Mrs Arbuthnot fece lo stesso. A quel punto la loro felicità toccò il culmine. I loro mariti non le avrebbero riconosciute.
Leggero come la schiuma del mare, solare come i mesi del bel tempo, distensivo come un massaggio. Un incantevole aprile è il libro perfetto per le vostre sedute di lettura da sdraiati.

Infine, se non siete tipi da spiaggia e ve ne starete chiusi in casa con le tapparelle abbassate fino al calar del sole, vi consiglio di far vostra la serie tv di Hulu The Handmaid's Tale, la cosa migliore che vi capiterà di vedere da tempo.

Del romanzo della Atwood ho già parlato in questo post (a proposito, portate con voi anche quello!) e le sensazioni che mi ha dato la serie sono le stesse.
L'aderenza al testo d'origine è forte (seppur con qualche sensata modifica), ma forse il vedere supera il leggere in quanto a pugni sullo stomaco e angoscia.
Sì, la serie tv è ancora più tosta e dolorosa del romanzo e forse non è proprio una visione in armonia con la frivolezza dell'estate.
Tuttavia ve la consiglio lo stesso perché è un prodotto di qualità eccezionale, perché non evapora come una serie tv qualunque ma vi lascia dentro qualcosa sui cui meditare a lungo, e perché Elizabeth Moss (già Peggy nel mio amatissimo Mad Men) si conferma di una bravura struggente.
The Handmaid's Tale è la serie imperdibile di quest'anno, regalatevela.

Ho finito.

Ricordatevi anche di respirare, passeggiare, incontrare la natura, alleggerire i pensieri, chiudere i libri, abbassare lo schermo del pc e guardare l'orizzonte.

Buona estate, a presto 😘

Commenti

  1. Ho scoperto da poco il tuo blog e mi piace molto. "Lessico famigliare" è già tra le mie letture di questo mese, mentre il secondo libro non lo conoscevo e colgo l'occasione per segnarmi il suggerimento :) sto anche guardando la serie tv del "Racconto dell'ancella" e la trovo molto bella ma incredibilmente dolorosa, angosciante. Vorrei leggere anche il libro, ma ammetto di averne un po' paura.

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    1. Grazie Giulia, benvenuta!
      Aggiungi ai primi due libri anche Il racconto dell'ancella, non averne paura; non è proprio una botta di buonumore, ma è molto scorrevole e intrigante e se hai visto la serie tv sei anche preparata alla sua carica angosciante (che secondo me è più forte nella serie).
      Buone letture ;)

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  2. The Handmaid's Tale non è proprio una visione estiva leggera solare e spensierata, però in effetti non si può perdere. ;)

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  3. Entrambi i titoli sono già in wishlist, il fatto che tu ne parli così bene aumenta il mio desiderio di leggerli ^^ in realtà della von Arnim ho il lista l'opera omnia: alcuni miei contatti di aNobii hanno letto tutti i suoi libri recensendoli con grande entusiasmo, non vedo l'ora di conoscere quest'autrice che sembra così frizzante ed intelligente.

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